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Storia di Lallio

Tratta dal libro "LALLIO e la sua storia" di Corrado Marchi e Tarcisio Rota edito dall'Amministrazione Comunale nel gennaio del 1995consultabile presso la locale Biblioteca

Origine del nome di Lallio

Secondo la tradizione il nome di Lallio proviene dal latino "alea" (dado), in quanto luogo dove si giocava a dadi. Si tramanda infatti che ai tempi di Roma, i legionari impegnati nelle altre stagioni dell'anno nelle varie località montuose della bergamasca, riparassero qui in inverno, divenendo questa area, località di passatempi. Per ricordare l'etimologia di Lallio, nello stemma del Municipio è stata raffigurata una scacchiera da gioco.

Storia

Via CacciaguerraIl più antico documento che parla di "LALIO", è un testamento datato 11 settembre 875 stilato su pergamena, custodita presso l'Archivio Capitolare di Bergamo, in cui un diacono, un certo Stefano figlio di Andrea da Stezzano, lascia in usufrutto una cappella dedicata a S. Vittore e dei terreni, ad un chierico di nome Giovanni.In documenti successivi dell'XI secolo si riscontra invece la variante di "ALLIO", mentre in altri del XII secolo si trova invece "LAGIO".Si trova invece già consolidata l'attuale denominazione di LALLIO, nell'importante testamento di fra Eustachio Licini detto Cacciaguerra, redatto il 3 maggio 1451, a favore dell'erigenda chiesa di San Bernardino. Questa chiesa, che per nostra fortuna si è conservata nei tempi in forme intatte, è ancora oggi il gioiello ed il vero orgoglio della nostra Comunità, tanto da essersi meritata il titolo di "Monumento Nazionale" (link).Per quanto riguarda invece la chiesa parrocchiale, la prima edificata sul territorio, era situata all'interno di un castello, sull'aerea dell'attuale piazza Vittorio Veneto. Durante le lotteFoto di Lalliodel Medio Evo nel XV secolo, sia il castello che la chiesa furono entrambi incendiati.Agli atti della visita Pastorale del 18 settembre 1575 di un delegato di San Carlo Borromeo, si annotò che gli abitanti di Lallio erano 122. La chiesa parrocchiale, sempre dedicata ai Santi Bartolomeo e Stefano, si trovava allora in un'area troppo esterna all'abitato, raggiunta da una strada poco agevole anche di giorno, per le acque sovrabbondanti che la coprivano. Per questi motivi nell'anno 1660 si decise di abbatterla. In seguito sulle sue rovine fu costruita la Cappella dei Mortini, per ricordare i morti che era stati sepolti sotto la chiesa. Nello stesso anno si dette avvio alla costruzione una nuova chiesa nel centro del paese. Questo terzo edificio di culto fu poi anch'esso abbattuto nel 1924 per lasciare spazio alla piazza e alla nuova chiesa.(link)Degno di nota è che la Chiesa parrocchiale di Lallio ebbe nei secoli passati grande importanza. Fin dal XVI secolo, acquisì il titolo di Plebana, Arcipresbiteriale e Primiceriale. Il titolo di Plebana significava per il Diritto Canonico, che la Chiesa di Lallio esercitava la sua giurisprudenza su un'area molto vasta che comprendeva altre parrocchie, quali: Albegno, Comunuovo, Grumello del Piano, Curnasco, Stezzano, Sforzatica S. Maria, Treviolo e Curnasco.La peste del 1630, raccontata da Alessandro Manzoni nei "Promessi Sposi" fece delle vittime anche a Lallio. Le fonti parlano di 119 morti su una popolazione di 171 abitanti.Nel 1810 si decise di costruire la strada che da Lallio porta a Grumello del Piano, dove a metà percorso si trovava e si trova tuttora, il cimitero condiviso dai due nuclei abitativi.Nel 1826 venne affrontata la necessità di collegare i paesi di Treviolo e di Lallio con una nuova strada essendo la vecchia via del Pero inadeguata.Nel 1878 il beato Luigi Maria Palazzolo aprì a Lallio la sua prima casa di accoglienza per bambini orfani gestita dalle Suore delle Poverelle, Ordine da lui fondato, che fino al 1968 si occuparono di questi piccoli ospiti. L'orfanotrofio dal 1923 si aprì anche come "Asilo" per i bambini del paese.

Foto di LallioOra l'edificio è sede della Scuola Materna (link) passata in gestione alla Parrocchia di Lallio nel 1995.

Il primo telefono venne istallato nel 1905 in casa del rag. Carlo Zanchi che nel 1921 fu anche l'ultimo sindaco, prima dell'avvento del fascismo. Per vedere un altro apparecchio telefonico in paese, in municipio, bisognerà attendere fino al 1939.

Nel 1913 ci fu l'elettrificazione del paese e la conseguente illuminazione pubblica, nonché la posa della prima pietra della nuova chiesa parrocchiale (link). Alla costruzione della stessa i lalliesi si prestarono in massa, ma a causa della guerra, i lavori subirono una prolungata battuta d'arresto.

Si dovette aspettare il 1924 per vederla ultimare.

Le due guerre mondiali

Monumento ai CadutiDel periodo della prima guerra mondiale non risultano particolari informazioni presso gli archivi, c'è rimasto solo l'elenco dei dieci caduti.

Pochi documenti anche per il periodo della dittatura fascista.

L'amministrazione comunale democratica cadde nel 1926 anche su pressioni del locale Fascio. Venne nominato Podestà, un certo rag. Goisis, che successivamente nel 1931 fu sostituito da Giacomo Pedrinelli, fattore di casa Pesenti.

Nel 1935 si iniziarono i lavori per la costruzione dell'oratorio.

Nel 1939 gli abitanti di Lallio superavano per la prima volta le mille unità: erano esattamente 1028.

I caduti della seconda guerra furono 12, mentre i reduci furono 85.

Nel periodo della la guerra, a Lallio era in funzione un campo di concentramento per i soldati prigionieri. Il complesso, ora sede della Cartiera Cama, era denominato "La Centrale" ed era presidiato da soldati italiani e tedeschi, al comando del colonnello Turco.

In seguito all'Armistizio ci fu un fuggi fuggi generale e alcuni giovani prigionieri si rifugiarono presso le famiglie contadine del paese.

Di seguito "La Centrale" fu trasformata in un deposito di armi e poi una delle fabbriche in Italia del famoso DDT.

Al termine della guerra, il quadro del paese non è dei migliori, ma nemmeno drammatico: non esistono case sinistrate, morti e feriti per incursioni non ce ne sono stati, i prigionieri incominciano a tornare.

La popolazione ammontava a 894 unità. Con l'arrivo dei liberatori i podestà, nominati dal fascismo, furono sostituiti dai sindaci.

I partigiani, del Comitato di Liberazione Nazionale di Grumello al Piano, nominarono il 29 aprile il primo Sindaco dalla liberazione nella persona del rag. Pesenti Alessandro.

Il dopo guerra

MunicipioLe votazioni del 2 giugno 1946, giorno della nascita della repubblica, videro a Lallio i seguenti risultati: su 471 elettori, 434 votarono.

I voti a favore della repubblica furono 250 (63%) quelli monarchici 149 (37%) le schede nulle 8, quelle bianche 26.

Negli anni sessanta, Lallio raggiunse un certo grado di notorietà per aver dato i natali ad Angelo Domenghini, calciatore nella squadra nazionale e della gloriosa Inter di Helenio Herrera.

Nel frattempo, il paese di Lallio si è trasformato da prevalentemente agricolo, in zona di piccola e media industria. Dai dati del Censimento dell'anno 2000, si ricava che erano presenti sul territorio comunale n. 54 industrie, n. 102 attività commerciali, n. 113 artigiani, n. 19 istituzioni che davano lavoro a 2476 addetti, contro una popolazione di n... abitanti. (manca il dato)

Grazie all'impegno delle varie Amministrazioni succedutesi nei vari mandati, si sono costruite nel 1962 le scuole elementari, poi successivamente ampliate. Risalgono invece agli inizi degli anni ottanta, le costruzioni delle scuole medie, della palestra, del campo sportivo e del bocciodromo.

Nel 2006 si ultimeranno i lavori delle nuove scuole elementari con annesso Auditorium.

L'apertura nei confronti di altri paesi europei come il Portogallo e la Lettonia negli anni 80 e soprattutto il Gemellaggio ufficiale con il Comune bavarese di Schongeising (link) nel 1999, sono i concreti segnali del forte interesse dei cittadini e dell'Amministrazione di Lallio, a partecipare in modo attivo alla realizzazione dell'Unione Europea.




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